Con comunicazione del 27.07.2026 prot. 64598, Dipartimento di prevenzione dei servizi veterinari dell'Asl di Viterbo richiama l'attenzione alla vaccinazione degli Equidi nei confronti del virus West Nile quale strumento di prevenzione per la diffusione della malattia.
La West Nile Disease (o Febbre del Nilo Occidentale) è un'arbovirosi, ossia una malattia virale trasmessa da insetti vettori. Negli ultimi decenni il virus si è stabilizzato anche in Italia, diventando un modello emblematico di come la salute umana, quella animale e l'ambiente siano strettamente interconnessi.
Il ciclo biologico: serbatoi e ospiti a "fondo cieco"
Il virus (genere Flavivirus) si mantiene in natura attraverso un ciclo continuo di trasmissione tra le zanzare (in particolare del genere Culex, la comune zanzara notturna) e gli uccelli.
- Uccelli selvatici e stanziali: Rappresentano i serbatoi naturali del virus. In molte specie (come corvidi, gazze e ghiandaie), il virus si replica raggiungendo concentrazioni elevate nel sangue, consentendo alle zanzare di infettarsi pungendoli.
- Cavalli e altri mammiferi: Insieme all'uomo, sono definiti ospiti a fondo cieco (o terminali). Quando una zanzara infetta punge un cavallo, il virus può provocare l'infezione, ma la quantità di virus nel sangue dell'animale è troppo bassa per re-infettare altre zanzare. Di conseguenza, il cavallo non può trasmettere la malattia ad altri animali o all'uomo.
I sintomi negli animali: il focus sugli equidi
Mentre la maggior parte dei mammiferi e degli uccelli supera l'infezione in modo asintomatico, i cavalli sono particolarmente sensibili alle manifestazioni cliniche del virus:
- Infezione lieve/subclinica: Nella maggior parte dei cavalli colpiti non si notano sintomi, oppure compare solo una leggera febbre.
- Forma neurologica: Nel 10-15% degli equidi infetti si può sviluppare un'encefalomielite grave. I segni tipici comprendono debolezza degli arti posteriori, atassia (incoordinazione dei movimenti), tremori muscolari, deviazione della testa e, nei casi più seri, paralisi o decesso.
La situazione epidemiologica in Italia e la sorveglianza
L'Italia è considerata un'area a circolazione endemica per il West Nile Virus. La presenza del virus si concentra storicamente nelle aree pianeggianti e ricche di bacini idrici (come la Pianura Padana), ma si estende regolarmente anche in altre regioni del Centro, Sud e Isole (tra cui Lazio, Campania, Puglia e Sardegna).
La gestione della malattia in Italia si basa sul Piano Nazionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi (PNA), coordinato dal Ministero della Salute insieme all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e al Centro di Referenza Nazionale CESME (IZSAM):
- Sorveglianza integrata "One Health": Prevede il monitoraggio simultaneo delle zanzare sul territorio, dei campioni su uccelli bersaglio e dei casi clinici nei cavalli e nell'uomo, consentendo di individuare precocemente la circolazione virale.
- Ceppi virali: Nel territorio nazionale coesistono e circolano principalmente i due lignaggi principali del virus (Lineage 1 e Lineage 2).
Prevenzione negli allevamenti: A differenza di quanto avviene per l'uomo, per i cavalli esiste un vaccino efficace che riduce nettamente il rischio di forme neurologiche gravi. La vaccinazione periodica degli equidi, unita alla riduzione dei focolai larvali di zanzare e all'uso di repellenti nelle scuderie, rappresenta il pilastro della protezione animale.
Link utili: https://www.asl.vt.it/arbovirosi