Pubblicata la nuova Mappa di Incidenza dei casi nel Cane in Italia - La provincia di Viterbo si conferma zona ad alta endemicità

La Leishmaniosi canina è una malattia parassitaria causata dal protozoo Leishmania infantum e trasmessa dalla puntura dei flebotomi (i cosiddetti “pappataci”): piccoli insetti, più piccoli di una zanzara e silenziosi, attivi soprattutto dal tramonto all’alba e nei mesi caldi, indicativamente da maggio a ottobre. Il cane è il principale serbatoio del parassita.

Una volta infettato, il cane può restare a lungo senza sintomi oppure sviluppare una malattia cronica e sistemica: dimagrimento, perdita di pelo (soprattutto intorno agli occhi), lesioni cutanee e forfora, crescita eccessiva delle unghie, ingrossamento dei linfonodi, sangue dal naso, zoppia e, nei casi più gravi, danno renale. La terapia controlla la malattia ma raramente elimina il parassita. La prevenzione resta l’arma più efficace.

L’Italia è il Paese europeo con la più alta sieroprevalenza di leishmaniosi canina. Storicamente la malattia era concentrata nelle regioni meridionali e tirreniche – area romana, Grossetano, Liguria – e nelle isole. Secondo il Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi (C.Re.Na.L.), oggi l’infezione nei cani varia da zone praticamente indenni a territori con oltre il 40% di positivi, con una media nazionale del 22%. A marzo 2026 Elanco, in collaborazione con il C.Re.Na.L. e con parassitologi e clinici veterinari, ha pubblicato la nuova Mappa della Leishmaniosi del cane in Italia: uno strumento online gratuito che permette di cercare il proprio comune, provincia o regione e vedere il livello di rischio della zona (mypetandme.elanco.com/it/mappa-leishmaniosi). Le aree a incidenza più alta si trovano nel Ponente ligure, nel Lazio, in Sicilia e in diverse province del Centro-Sud. Colpisce però che quasi tutto il Nord risulti ormai interessato, con punte significative anche in Alto Adige. Lo spostamento verso Nord era già stato documentato dallo studio “Leishmania 2020” (ISS): focolai autoctoni in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con 169 comuni positivi tra Piemonte e Valle d’Aosta, 29 in Lombardia e 79 nel Triveneto. Oggi nuovi focolai continuano a essere segnalati in tutte queste regioni. Le cause principali sono l’aumento delle temperature, che allunga la stagione e amplia l’areale dei flebotomi, e la mobilità dei cani (vacanze, adozioni da regioni endemiche, spostamenti con i proprietari). Le istituzioni stanno rispondendo: a luglio 2026 la Regione Piemonte ha approvato un Piano integrato per il controllo della leishmaniosi, mentre l’Emilia-Romagna mantiene una mappa di rischio regionale aggiornata sulla base delle segnalazioni.

La leishmaniosi è una zoonosi: lo stesso parassita, trasmesso dagli stessi flebotomi, può infettare l’uomo. Il cane non contagia direttamente le persone – né con il contatto né con la convivenza – ma, se infetto, rappresenta una fonte di parassiti per gli insetti che poi possono pungere l’uomo. Nell’uomo l’infezione è spesso asintomatica, ma può manifestarsi in forme più gravi, potenzialmente letali se non trattate.

Sono più a rischio i bambini piccoli, gli anziani e le persone immunodepresse (pazienti trapiantati, in chemioterapia, con HIV o in terapia immunosoppressiva). In Italia la leishmaniosi umana è a notifica obbligatoria sia peri i medici sia per i veterinari (modulo Notifica malattia trasmissibile disponibile nella sezione Documenti). Secondo il C.Re.Na.L. è un fenomeno in crescita e probabilmente sottostimato, e casi autoctoni sono stati segnalati anche nelle regioni del Nord. Proteggere i cani significa quindi proteggere anche la comunità: è un esempio concreto di approccio One Health.

Le linee guida internazionali (LeishVet, ESCCAP) raccomandano una strategia su più livelli, da concordare sempre con il proprio medico veterinario.

1. Proteggere il cane dalle punture (la misura più importante)

  • Usare antiparassitari ad azione repellente registrati contro i flebotomi: collari a base di deltametrina o di imidacloprid/flumetrina, oppure spot-on a base di permetrina, da ripetere ogni 3–4 settimane.
  • Coprire l’intera stagione di rischio – in area endemica almeno da aprile a novembre, meglio tutto l’anno – rispettando gli intervalli di rinnovo indicati.
  • Applicare il prodotto qualche giorno prima di partire verso zone a rischio: alcuni collari raggiungono la piena efficacia solo dopo circa una settimana.
  • Attenzione ai gatti: la permetrina è tossica per il gatto. Non usare prodotti per cani sui gatti ed evitare il contatto stretto subito dopo l’applicazione.

2. Ridurre l’esposizione

  • Tenere il cane in casa dal tramonto all’alba nei mesi caldi.
  • Installare zanzariere a maglia fine e, se possibile, usare ventilatori o insetticidi ambientali nei locali dove dorme.
  • Ridurre i luoghi di sosta dei flebotomi vicino a casa: cumuli di foglie, legna, materiale organico, crepe nei muri e ricoveri per animali poco puliti.

3. Rafforzare le difese del cane

  • La vaccinazione può essere presa in considerazione nei cani sieronegativi a partire dai 6 mesi di età (es. LetiFend). Non sostituisce i repellenti, ma si aggiunge a essi.
  • In casi selezionati il veterinario può proporre immunomodulatori a base di domperidone (es. Leisguard), da valutare caso per caso.

4. Controllare regolarmente

  • Eseguire un test di screening annuale (sierologico) nei cani che vivono o soggiornano in aree endemiche, e sempre prima della vaccinazione.
  • Testare i cani adottati o provenienti da regioni endemiche e i cani donatori di sangue: la leishmania può trasmettersi anche con le trasfusioni, per via transplacentare e con l’accoppiamento.
  • I cani positivi vanno seguiti nel tempo e protetti anch’essi con repellenti, per non diventare fonte di infezione per altri animali e per le persone.

In sintesi: la leishmaniosi non è più “una malattia del Sud”. Repellenti per tutta la stagione, cane in casa la sera, test annuale e un confronto periodico con il veterinario sono le misure che fanno la differenza – per la salute del cane e di tutta la famiglia.

Fonti

1.       Elanco / C.Re.Na.L. – Mappa della Leishmaniosi del cane in Italia (2026): mypetandme.elanco.com

2.       La Stampa – La Zampa, “Leishmaniosi del cane: una nuova mappa interattiva per monitorare la diffusione in Italia”, 14/03/2026: lastampa.it

3.       Elanco Italia – Leishmania 2020, Nord Italia (mappa ISS): assets.elanco.com

4.       Regione Piemonte – Piano integrato per il controllo della leishmaniosi (2026): regione.piemonte.it

5.       Emilia-Romagna – Revisione del sistema di sorveglianza regionale delle leishmaniosi: odmeo.re.it

6.       IZS delle Venezie – Leishmaniosi canina, percorso diagnostico: izsvenezie.it

7.       Quotidiano Sanità – Leishmaniosi: arriva la mappa per viaggiare sicuri: quotidianosanita.it

8.       Otranto et al., Parasites & Vectors 2014 – prevenzione con collare repellente: pmc.ncbi.nlm.nih.gov