La Commissione Europea esprime un giudizio positivo sull'attuazione del Regolamento (UE) 2016/429, ma evidenzia la necessità di passare da una gestione delle emergenze a una cultura della prevenzione integrata. L'agenda per i prossimi anni individua 11 priorità che confluiranno nella futura Strategia europea per la zootecnia.
Un bilancio positivo di fronte alle sfide sanitarie
A cinque anni dall'entrata in vigore nel 2021, la legge quadro sulla salute animale dell'Unione Europea — l’Animal Health Law (AHL / Regolamento UE 2016/429) — ha superato la valutazione della Commissione Europea. Il documento di verifica riconosce come la riforma abbia modernizzato la governance sanitaria comunitaria, introducendo un approccio basato sulla valutazione del rischio e migliorando la capacità di rispondere alle epidemie. Tuttavia, l'analisi sottolinea che l'attuale contesto epidemiologico richiede un ulteriore salto di qualità. L'insorgenza sempre più frequente e diffusa di malattie epizootiche ad alto impatto economico — in particolare l'influenza aviaria e la peste suina africana (PSA) —, aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall'intensificazione degli scambi commerciali globali, dimostra che la sola gestione delle emergenze non è più sufficiente.
Le 11 priorità individuate da Bruxelles
Per rafforzare il sistema di tutela sanitaria e garantire pari condizioni di concorrenza nel mercato unico, la Commissione Europea ha tracciato una tabella di marcia basata su 11 priorità strategiche:
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Semplificare il quadro normativo vigenti per operatori e autorità.
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Chiarire le responsabilità tra allevatori, veterinari e istituzioni sanitarie.
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Aggiornare in modo flessibile la classificazione delle malattie emergenti.
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Rafforzare i piani di emergenza a livello nazionale ed europeo.
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Potenziare regionalizzazione e compartimentazione, salvaguardando il commercio di animali e prodotti sani anche durante i focolai.
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Uniformare l’applicazione delle norme per eliminare le disparità operative tra gli Stati membri.
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Incentivare la biosicurezza, la sorveglianza attiva e la diagnosi precoce. Importantissimo il ruolo dei Veterinari nella segnalazione dei casi di malattie infettive trasmissibili soggette a denuncia obbligatoria (Fac-simile Notifica)
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Estendere l’uso della vaccinazione preventiva come strumento di controllo strutturale.
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Ridurre gli oneri burocratici ed amministrativi sulle aziende agricole.
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Migliorare i meccanismi di sostegno economico e indennizzo per gli allevatori colpiti da crisi sanitarie.
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Consolidare l’approccio One Health, integrando la salute animale, la salute umana e la tutela dell'ambiente.
La svolta sulle vaccinazioni e il dialogo internazionale
Uno dei passaggi più significativi dell'esame europeo riguarda l'uso dei vaccini. Storicamente considerata una misura eccezionale da attuare in fase di emergenza con forti limitazioni sul commercio, la vaccinazione viene oggi promossa come pilastro di prevenzione ordinaria.
Poiché l'impiego dei vaccini rischia talvolta di innescare blocchi alle esportazioni da parte di Paesi terzi, l'UE si impegna a intensificare la collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH) e i principali partner commerciali internazionali. L'obiettivo è ottenere il riconoscimento formale delle strategie vaccinali preventive, consentendo il prosieguo dell'export di prodotti sicuri provenienti da aree o allevamenti protetti.
Biosicurezza e ricadute per la zootecnia italiana
La valutazione evidenzia che l'efficacia globale del sistema europeo è condizionata dagli "anelli deboli": qualora un singolo Stato membro applichi la biosicurezza o la sorveglianza in modo meno rigido, l'intera filiera europea ne risulta esposta. Per questo motivo verranno previsti criteri comuni per le visite veterinarie in azienda e programmi di formazione armonizzati.
I nuovi orientamenti avranno un impatto diretto sull'evoluzione delle politiche comunitarie, confluendo nella futura Strategia europea per la zootecnia. Per il comparto zootecnico italiano — caratterizzato da filiere d'eccellenza e prodotti a denominazione d'origine (DOP e IGP) — questo cambio di passo stabilisce che la biosicurezza e la prevenzione veterinaria costituiscono le precondizioni fondamentali per la stabilità economica e la competitività di mercato.